
“Portiamo in piazza la bandiera rossa e che il più povero la sventoli”
Nelle aule di tribunale veniamo processati e condannati non per quello che facciamo, ma per quello che siamo: militanti politici.
Il solo tentativo di organizzare la lotta è “il reato originale”. I fatti specifici su cui vengono costruiti i processi sono il pretesto, il punto di caduta del continuo controllo a cui siamo sottoposti. Perché la lotta contro le ingiustizie di questo sistema non può che forzare la legge che difende e riproduce quelle stesse ingiustizie.
Lo Stato di guerra in cui stiamo vivendo determina l’aumento del livello repressivo.
Il DDL ex-1660 non fa altro che servire altri strumenti per farci sedere sul banco degli imputati: non a caso colpisce anche le condotte “passive” e pacifiche in funzione preventiva, perché anche il semplice dissentire possa esser perseguito e punito.
Tutta la solidarietà delle compagne e dei compagni del CPA Firenze Sud a Eddy, condannato in primo grado a 6 mesi, e quindi al Movimento di lotta “Disoccupati 7 novembre”.
Riportiamo di seguito il comunicato del Laboratorio Politico ISKRA di Napoli.
“Condannato questa volta Eddy a 6 mesi di reclusione in Primo grado per l’iniziativa sindacale che coinvolgeva i lavoratori inoccupati e disoccupati in attesa di formazione per l’inserimento al lavoro, poi effettivamente svolta negli anni successivi. Assoluzione per gli altri 3 imputati.
Durante l’iniziativa di 5 anni fa, una rappresentanza dei Movimento di lotta ” Disoccupati 7 novembre” partecipò al Consiglio Comunale di Via Verdi in attesa di un incontro già stabilito in precedenza. Durante il Consiglio, chi doveva curare il controllo degli ingressi, ha sostenuto di essere stato aggredito dai presenti dopo aver vietato loro l’accesso.
L’assurdità risiede nel fatto che, nella stessa mattinata, la delegazione fu, come previsto, ricevuta dalla Presidenza del Consiglio Comunale e dai Capigruppo del Consiglio Comunale.
Non ci stupisce questo ennesimo attacco: siamo ben consapevoli che la situazione non farà altro che peggiorare.
In un clima di escalation bellica internazionale come quella che stiamo vivendo, la priorità è fermare e reprimere chi prova, sui territori come sui posti di lavoro, a tracciare una prospettiva di emancipazione dalla precarietà, dalla disoccupazione, dal lavoro nero, dalla marginalità sociale, opponendosi radicalmente alle politiche guerrafondaie, di sfruttamento e di miseria a cui hanno attivamente contribuito, nel corso degli anni, tutte le forze politiche che oggi siedono in Parlamento ( spesso e volentieri con il beneplacito dei sindacati confederali).
Ringraziamo, infine, i/le nostr avvocat G.P. Picardi, A. Tatarano, N. Fuccia e N. Amodio per il solito, eccezionale, sostegno che ha garantito l’assoluzione degli altri compagn coinvolti nel processo e per il quale procederemo all’appello una volta depositate le motivazioni.”