Vai al contenuto
Home » Sulla manifestazione europeista del 15 Marzo

Sulla manifestazione europeista del 15 Marzo

Europeisti di ogni risma si sono scandalizzati per come Zelensky è stato trattato alla Casa Bianca.
Eppure anche loro lo trattano da anni come il Capo di Stato di una colonia che è stata usata in una guerra per procura. Cambia solo il livello di ipocrisia con cui questa verità viene raccontata al mondo.
Allo stesso tempo non ci pare però si siano scandalizzati così tanto quando Trump ha incontrato Netanyahu per offrirgli nuovi armamenti e andare alla “soluzione finale” con i palestinesi tra genocidio e deportazioni.

Gli europeisti pare si siano anche dimenticati di quando furono loro a trattare la Grecia come una colonia. Allora i soldi servivano per i salari, le pensioni, gli ospedali, le scuole, i trasporti.
Allora i soldi non c’erano. Oggi invece ci sono per le armi e per la guerra.
Allora i commissari della Troika volevano svendere un intero paese per “sanare” il debito.
Quando al referendum vinse l’OXI l’Unione europea disse: “o la firma sul memorandum del debito o i carri armati ad Atene!”. Eccola la loro idea di pace e democrazia…

Oggi invece ci dicono che i nostri soldi verranno spesi per portarci in guerra e per la guerra si può spendere e spandere, senza alcun vincolo… tanto i soldi sono i nostri!
E poi chi ci andrà a fare questa guerra? Loro? I loro figli? Oppure ci vorranno mandare i ragazzi che vivono al Quarticciolo, a Scampia, alle Piagge o alla Case Minime?

Perché il gioco è quello: ci diranno che solo arruolandoci potremo uscire dalla miseria che ci stanno costruendo intorno. Ci manderanno a uccidere. Ci manderanno a morire. Poi inizieranno a riportare indietro le bare e “le spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere”.
Perché questo è la guerra.

Ecco cosa pensiamo sulla manifestazione del 15 marzo per un “Europa pacifica e democratica”: mistificazione!
Una nuova mossa propagandistica per dire l’esatto contrario di quello che l’Unione Europea ha fatto dalla sua nascita mentre si appresta a far di peggio.
Una manifestazione dalla facciata “sociale” che fa da stampella alla sua vera natura guerrafondaia.
Mentre però scenderete in piazza con le bandiere dell’Unione europea, circondati da quelle dell’Ucraina, cercate almeno di riconoscere anche quelle naziste del battaglione Azov oppure quella rossa e nera dell’UPA, la bandiera dei collaborazionisti delle SS durante la Seconda Guerra Mondiale!

Tra le tante sigle non poteva mancare l’ipotesi di adesione della CGIL. Ancora non c’è l’ufficialità ma solo indiscrezioni e tanto imbarazzo dei vertici sindacali. Anziché avviare un dibattito per scioperare contra la guerra, sembrerebbe quasi una conquista non vederli aderire ad una manifestazione per il riarmo.
Certo che però gli 800 miliardi di euro di nuove spese militari di cui parla la Ursula Von Der Leyen sono proprio un bel piatto in cui mettere le mani… anche per “il sindacato”.
Come si suol dire: finché c’è guerra c’è speranza!

Proprio in Grecia però, pochi giorni, milioni di lavoratori e lavoratrici in sciopero ci hanno ricordato una volta di più che a darci la dignità non sarà mai nessuna commissione europea, nessun tecnico o burocrate della finanza, ma la nostra capacità di continuare a lottare.
Così faremo anche noi, perché sappiamo che dalla miseria non si esce ascoltando i militari in cattedra e seguendo gli strateghi militari, ma disertando la loro guerra e lottando per una società che ne superi la necessità e le logiche!

“La prossima guerra in Europa sarà tra la Russia e il fascismo, solo che il fascismo si chiamerà democrazia.”
— Fidel Castro, 1992