
Negli ultimi tre anni la narrazione di parte della guerra in Ucraina è sempre stata a senso unico: ci è stato detto che supportare la cosiddetta “resistenza ucraina” voleva dire difendere la democrazia e stare in ogni caso dalla parte giusta. Come sempre l’imperialismo USA e NATO vuole dare patenti di democrazia e decidere da che parte stanno buoni e cattivi, a costo di legittimare e difendere i nazisti al potere a Kiev.
Noi vediamo invece le contraddizioni di un occidente che a parole esalta la libertà e la democrazia mentre sostiene il genocidio a Gaza e imprigiona antifascisti e antifasciste nelle sue carceri. Le contraddizioni di governi che approvano miliardi di euro di spese militari e di aiuti all’Ucraina per una guerra che nessuno vuole se non la borghesia che dalla guerra trae enormi profitti. Governi che reprimono con la forza ogni forma di opposizione alla guerra e affinano le armi a loro disposizione per reprimere, come nel caso dell’Italia con il DDL 1236 (ex 1660).
La repressione è uno dei cardini di uno stato in guerra perché impedisce che sul “fronte interno” si rompa la tenuta della macchina bellica. La cosiddetta democrazia ucraina ha indicato la via: negli ultimi tre anni è stata eliminata tutta la stampa dissidente, sono stati messi fuorilegge praticamente tutti i partiti di opposizione e sono stati imprigionati un numero sconosciuto di oppositori alla guerra per procura condotta dalla NATO sulla pelle degli ucraini.
Martedì abbiamo saputo che due di loro, Mikhail e Alexander Kononovich, compagni antifascisti e comunisti, sono stati prelevati con la forza dagli arresti domiciliari con l’accusa di essere renitenti alla leva, e rischiano di essere mandati al fronte, dove probabilmente il rischio maggiore è quello di cadere per “fuoco amico”. Immediatamente da parte loro è stato lanciato l’appello alla solidarietà internazionale, a cui ci uniamo, per impedire che il regime di Zelensky possa consumare l’ennesima vendetta contro compagni la cui unica colpa è quella di rifiutare la guerra e le tendenze naziste del governo ucraino.
Sabato 1 Marzo alle 18 al Cpa Fi-Sud, alla proiezione di “Maidan, la Strada Verso la Guerra” parleremo anche di come quel mondo che si spaccia per democratico agisce con la forza per impedire alle classi subalterne di organizzare e costruire l’opposizione alla guerra.
Firenze Antifascista